Qualora la ritenuta sia stata operata, il sostituito non risponde mai dell' omesso versamento.

La responsabilità solidale tra sostituito e sostituto, infatti, sussiste solo in caso di mancata esecuzione della ritenuta. Sono queste le principali conclusioni cui è giunta la Ctr Lombardia con la sentenza 1926/1/2019. Così, con quest' ultima sentenza, pronunciata un giorno prima del deposito della sentenza della Corte di cassazione a Sezioni unite 10378/2019, viene definitivamente superato il diverso orientamento giurisprudenziale che, fino a qualche tempo fa, riteneva legittima la richiesta da parte di numerosi uffici delle Entrate di restituzione delle ritenute subite (oltre a sanzioni e interessi) anche al sostituito in ragione del fatto che il sostituto, nonostante l' effettuazione, non le avesse poi versate all' Erario.

 

In particolare, secondo questa disposizione, il sostituito è coobbligato in solido con il sostituto soltanto quando quest' ultimo non abbia operato e versato le ritenute. Al contrario, qualora, come accaduto nel caso di specie, la ritenuta sia stata operata, il sostituito non può essere chiamato a rispondere dell' omesso versamento.

Secondo il collegio lombardo, infatti, il sostituito non è mai nelle condizioni di assicurare che il sostituto di imposta effettui regolarmente i relativi versamenti laddove, peraltro, nella certificazione che gli viene rilasciata in base all' articolo 4 del Dpr 322/98, il sostituto deve indicare le ritenute operate e non quelle che verserà. In verità, il controllo sull' effettivo versamento delle ritenute compete esclusivamente all' amministrazione finanziaria, unico titolare di tutti i poteri di accertamento di ogni adempimento.

Secondo il collegio lombardo, ritenere che il sostituito abbia un obbligo (non imposto dalla legge e, comunque, impraticabile) di verificare anche l' effettivo versamento della ritenuta da parte del sostituto sarebbe contrario ai princìpi costituzionali di ragionevolezza e di capacità contributiva, rispettivamente sanciti dagli articoli 3 e 53 della Costituzione. In questo modo, infatti, a causa della impossibilità di verificare l' effettivo versamento, il sostituito sarebbe esposto al rischio di essere tassato due volte (oltrechè sanzionato) per una violazione commessa da un altro soggetto, nonostante la propria condotta assolutamente legittima di scomputo dal reddito imponibile di ritenute subite e non incassate.

Dal 1° aprile le domande per ottenere l'assegno per il nucleo familiare per i lavoratori dipendenti di aziende del settore privato non agricolo, che finora erano presentate dal lavoratore dipendente al datore di lavoro utilizzando il modello cartaceo “ANF/DIP” (SR16), dovranno essere inoltrate dal lavoratore esclusivamente all’INPS in via telematica. 

L'invio telematico dovrà avvenire mediante il servizio on line dedicato, accessibile dal 1° aprile dal sito dell'Istituto, utilizzando il PIN dispositivo, una identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2 o la Carta Nazionale dei Servizi. Senza il PIN l’invio dovrà avvenire tramite Patronati.

Le istanze presentate fino al 31 marzo 2019 in modalità cartacea al datore di lavoro, per il periodo compreso tra il 1° luglio 2018 e il 30 giugno 2019 o a valere sugli anni precedenti, non dovranno essere reiterate. Le variazioni nella composizione del nucleo, o le modifiche al reddito, invece, andranno sempre comunicate in via telematica.

Qualora il lavoratore abbia richiesto assegni arretrati, il datore potrà effettuare il pagamento e conguagliare attraverso il sistema Uniemens esclusivamente gli assegni relativi ai periodi di paga durante i quali il lavoratore era alle sue dipendenze.

 

 

Premiate le assunzioni con apprendistato di beneficiari del reddito di cittadinanza. Al datore di lavoro, che assume a tempo pieno e indeterminato o con apprendistato soggetti fruitori del Rdc, infatti, spetta uno sgravio contributivo d'importo pari ai restanti mesi del Rdc non fruito dal soggetto neoassunto. 

Presupposto per fruire dell' incentivo è aver comunicato alla piattaforma digitale Rdc la disponibilità di posti di lavoro.

L' incentivo spetta in caso di assunzione a tempo pieno e indeterminato di un beneficiario di Rdc, oppure con un contratto di apprendistato.

L' incentivo consiste nell'esonero dal versamento dei contributi all'Inps (sono esclusi, invece, i premi Inail), sia per la quota a carico del datore di lavoro sia per quella a carico del lavoratore. Il mancato pagamento dei contributi, tuttavia, non pregiudica l' anzianità contributiva a favore del lavoratore, tanto ai fini del diritto che della misura della pensione. Lo sgravio spetta per un importo pari ai restanti mesi di Rdc non fruito dal lavoratore (differenza tra 18 mesi e numero mensilità già fruite), con un minimo di cinque mesi, nell'importo massimo mensile pari a 780 euro. Ad esempio, se il lavoratore è assunto quando ha fruito di un solo mese di Rdc, lo sgravio spetta per i restanti 17 mesi nell'effettivo importo di Rdc fruito dal lavoratore se inferiore a 780 euro; ovvero nell'importo di 780 euro mensili se maggiore. 

L' incentivo è soggetto a varie condizioni:

  1. incremento netto dei dipendenti a tempo indeterminato.
  2. rispetto dei principi generali di fruizione degli incentivi (art. 31, dlgs n. 150/2015) e delle condizioni dei contratti collettivi e al Durc.
  3. la regola de minimis.
  4. il neoassunto non può essere licenziato nei 36 mesi successivi all'assunzione, se non per giusta causa o giustificato motivo, pena il rimborso dell'incentivo fruito maggiorato delle sanzioni civili.

Quando l'assunzione avviene tramite un ente di formazione accreditato dalla regione, il datore di lavoro beneficia dell' incentivo in misura ridotta alla metà. L' altra metà spetta invece all'ente di formazione. 

La Legge di Bilancio ha abolito tetti previsti dalla precedente normativa riguardanti le spese per il personale, i beni strumentali e il reddito da lavoro dipendente.

Dal 1° Gennaio 2019, infatti, non sarà più necessario rispettare il limite dei 5000 euro per le spese per il personale:  i contribuenti forfettari potranno avvalersi di quanti lavoratori dipendenti vorranno, senza alcuna limitazione.