Chi applica la ritenuta d'acconto e chi è tenuto alla presentazione dei dichiarativi 770 e CU (Certificazione Unica)?

Come funziona la ritenuta d'acconto? Il soggetto erogatore di una somma (detto sostituto d'imposta), nei casi previsti dalla legge, deve trattenere ("ritenere") l'imposta sul compenso e versarla allo Stato al posto del reale contribuente, ovvero il percettore.

All'interno della Certificazione Unica il sostituto d'imposta indica quali somme sono state erogate al percettore e l'ammontare delle ritenute d'acconto operate.

Attraverso il 770 il sostituto d'imposta indica gli estremi del versamento all'erario delle ritenute d'acconto operate.

 

Bisogna però prestare attenzione al regime fiscale scelto dal contribuente: non in tutti i casi va applicata la ritenuta d'acconto e, conseguentemente, non occorre inoltrare tutti i dichiarativi (770 + CU).

 

Certificazione unica 2017, 770 e quadro RS, ecco chi deve fare cosa:

 

I nuovi sgravi approvati in Legge di Bilancio 2018 sono indirizzati ad agevolare l'assunzione dei giovani, ma a condizione che non abbiano mai avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o che abbiano svolto alternanza scuola-lavoro. L' incentivo consiste dello sgravio del 50% dei contributi a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi all' Inail, per 36 mesi (tre anni).

Al Sud va meglio: il bonus spetta senza condizioni per gli assunti con meno di 35 anni d' età ovvero, quando l' età sia maggiore, se disoccupati da sei mesi.

Per l' appeal sulla riduzione del costo del lavoro, l' incentivo è quantificabile in 250 euro mensili, per esempio, a fronte di un costo contributivo mensile di circa 730 euro per una retribuzione lorda di 1.500 euro mensili.

Aspetto interessante è che il nuovo incentivo sia strutturale, cioè applicabile dal 1° gennaio senza termine per le assunzioni. Interessa tutti i datori di lavoro privati, quindi anche gli studi professionali, sulle assunzioni con contratto di lavoro a tutele crescenti di soggetti che non abbiano compiuto i 30 anni d' età e non risultino essere stati occupati a tempo indeterminato con lo stesso o con altri datori di lavoro. Limitatamente alle assunzioni del 2018 l' incentivo spetta ai soggetti che non hanno compiuto 35 anni.

L' incentivo non si applica ai domestici e ai rapporti di apprendistato e non è cumulabile con altri sgravi finché se ne fruisce.

Al datore di lavoro che assuma lavoratori indicati nel «piano di ricollocazione» (misura finalizzata a sostenere la ricollocazione dei lavoratori di imprese in crisi e a limitare il ricorso a licenziamenti al termine della cigs nei casi di riorganizzazione o crisi aziendale) spetta lo sgravio del 50% dei contributi Inps a proprio carico, con esclusione di premi e contributi Inail, fino a 4.030 euro annui, per una durata di: 18 mesi per l' assunzione a tempo indeterminato; 12 mesi per l' assunzione a termine più altri 6 mesi se il rapporto è trasformato a tempo indeterminato.

Critica la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: in un approfondimento del 15 gennaio 2018 viene definita di scarso impatto la misura dello sgravio. Troppo limitata per via dei requisiti stringenti.

Anche la legge di stabilità per l’anno 2018 ha introdotto alcune novità riguardanti il lavoro dipendente:

1) La novità più rilevante è sicuramente il nuovo sgravio contributivo del 50% (con tetto massimo di 3.000€ annui) per i primi 3 anni di assunzione a tempo indeterminato di giovani fino a 29 anni (soglia che sale a 35 anni ma per il solo 2018).

Per poter beneficiare dello sgravio contributivo sarà necessario che il lavoratore non abbia compiuto i 30 anni di età (35 per il solo 2018) e che non sia mai stato occupato a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro, inoltre il datore di lavoro non dovrà aver effettuato lincenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo nei 6 mesi precedenti l’assunzione e dovrà essere in regola con i principi generali di fruizione degli incentivi art.31 D.lgs 150/2015 (DURC regolare, rispetto CCNL, diritto di precedenza, ecc…).

2) Viene poi introdotto l’obbligo per i datori di lavoro di pagare lo stipendio dei propri dipendenti solo con l’ausilio di strumenti tracciabili (quindi solo tramite banca o ufficio postale con strumenti quali bonifico, altri pagamenti elettronici o assegno bancario/circolare).

Contestualmente la legge di stabilità prevede anche che la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisca più in alcun caso prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione spettante, questo perchè la prova dell’avvenuto pagamento sarà ora la traccia del pagamento stesso.

3) Infine viene ampliata la platea di beneficiari del bonus di 80€, infatti la soglia massima sotto la quale è possibile percepire per intero il bonus di 960€ annui viene spostata da 24.000€ a 24.600€ mentre la soglia sotto la quale l’importo va progressivamente scendendo viene spostata da 26.000€ a 26.600€.

La legge di Stabilità 2014 (legge 147/2013) ha introdotto l' imposta unica comunale, abbreviata con l' acronimo "Iuc".

L' imposta risulta così articolata: da una parte c'è l'Imu, imposta di natura patrimoniale dovuta dal possessore degli immobili, dall'altra ci sono due imposte riferite ai servizi: la Tasi (tributo per i servizi indivisibili), stanziata per la copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili del Comune; la Tari (tassa sui rifiuti), che è finalizzata alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani.

Sono soggetti passivi dell' imposta: il proprietario di immobili; il titolare di un diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi immobili; il locatario di beni concessi in locazione finanziaria, anche da costruire o in corso di costruzione; il concessionario su aree demaniali.

L'Imu e la Tasi devono essere versate in due rate di pari importo: la prima entro il 16 giugno, pari al 50% dell' imposta dovuta per l' anno precedente; la seconda, a conguaglio, entro il 16 dicembre (che per il 2017 slitta al 18 dicembre, poiché il 16 cade di sabato).

L'Imu e la Tasi non risultano applicabili all'abitazione principale, con esclusione delle categorie A/1, A/8 e A/9 in quanto considerate unità immobiliari di particolare pregio. L' esonero si estende alle pertinenze dell' abitazione principale classificate come C/2 (magazzini), C/6 (rimesse e garage) e C/7 (tettoie), ma considerandone solo una per ogni tipologia. 

Il Comune può, con proprio regolamento, assimilare all'abitazione principale l' unità immobiliare: posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari, purché non locata; posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da cittadini italiani non residenti in Italia (iscritti Aire), purché non locata.

Per i fabbricati iscritti in catasto, la base imponibile dell' Imu e della Tasi è costituita dalla rendita attribuita agli stessi fabbricati, rivalutata del 5%, moltiplicata per i coefficienti indicati dalla norma.

L'imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota e ai mesi nei quali si è protratto il possesso. È computato per intero il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni.

Per gli immobili locati a canone concordato (ex legge 431/1998) l'imposta è determinata applicando l'aliquota ordinaria stabilita dal Comune, ridotta al 75%; mentre l' aliquota è ridotta allo 0,2% per i fabbricati rurali a uso strumentale necessari allo svolgimento di una delle attività agricole di cui all'articolo 2135 del Codice civile e in particolare destinate a una delle attività indicate in tabella (i Comuni possono però ridurre l' aliquota fino allo 0,1 per cento).