Anche la legge di stabilità per l’anno 2018 ha introdotto alcune novità riguardanti il lavoro dipendente:

1) La novità più rilevante è sicuramente il nuovo sgravio contributivo del 50% (con tetto massimo di 3.000€ annui) per i primi 3 anni di assunzione a tempo indeterminato di giovani fino a 29 anni (soglia che sale a 35 anni ma per il solo 2018).

Per poter beneficiare dello sgravio contributivo sarà necessario che il lavoratore non abbia compiuto i 30 anni di età (35 per il solo 2018) e che non sia mai stato occupato a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro, inoltre il datore di lavoro non dovrà aver effettuato lincenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo nei 6 mesi precedenti l’assunzione e dovrà essere in regola con i principi generali di fruizione degli incentivi art.31 D.lgs 150/2015 (DURC regolare, rispetto CCNL, diritto di precedenza, ecc…).

2) Viene poi introdotto l’obbligo per i datori di lavoro di pagare lo stipendio dei propri dipendenti solo con l’ausilio di strumenti tracciabili (quindi solo tramite banca o ufficio postale con strumenti quali bonifico, altri pagamenti elettronici o assegno bancario/circolare).

Contestualmente la legge di stabilità prevede anche che la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisca più in alcun caso prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione spettante, questo perchè la prova dell’avvenuto pagamento sarà ora la traccia del pagamento stesso.

3) Infine viene ampliata la platea di beneficiari del bonus di 80€, infatti la soglia massima sotto la quale è possibile percepire per intero il bonus di 960€ annui viene spostata da 24.000€ a 24.600€ mentre la soglia sotto la quale l’importo va progressivamente scendendo viene spostata da 26.000€ a 26.600€.

La legge di Stabilità 2014 (legge 147/2013) ha introdotto l' imposta unica comunale, abbreviata con l' acronimo "Iuc".

L' imposta risulta così articolata: da una parte c'è l'Imu, imposta di natura patrimoniale dovuta dal possessore degli immobili, dall'altra ci sono due imposte riferite ai servizi: la Tasi (tributo per i servizi indivisibili), stanziata per la copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili del Comune; la Tari (tassa sui rifiuti), che è finalizzata alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani.

Sono soggetti passivi dell' imposta: il proprietario di immobili; il titolare di un diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi immobili; il locatario di beni concessi in locazione finanziaria, anche da costruire o in corso di costruzione; il concessionario su aree demaniali.

L'Imu e la Tasi devono essere versate in due rate di pari importo: la prima entro il 16 giugno, pari al 50% dell' imposta dovuta per l' anno precedente; la seconda, a conguaglio, entro il 16 dicembre (che per il 2017 slitta al 18 dicembre, poiché il 16 cade di sabato).

L'Imu e la Tasi non risultano applicabili all'abitazione principale, con esclusione delle categorie A/1, A/8 e A/9 in quanto considerate unità immobiliari di particolare pregio. L' esonero si estende alle pertinenze dell' abitazione principale classificate come C/2 (magazzini), C/6 (rimesse e garage) e C/7 (tettoie), ma considerandone solo una per ogni tipologia. 

Il Comune può, con proprio regolamento, assimilare all'abitazione principale l' unità immobiliare: posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari, purché non locata; posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da cittadini italiani non residenti in Italia (iscritti Aire), purché non locata.

Per i fabbricati iscritti in catasto, la base imponibile dell' Imu e della Tasi è costituita dalla rendita attribuita agli stessi fabbricati, rivalutata del 5%, moltiplicata per i coefficienti indicati dalla norma.

L'imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota e ai mesi nei quali si è protratto il possesso. È computato per intero il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni.

Per gli immobili locati a canone concordato (ex legge 431/1998) l'imposta è determinata applicando l'aliquota ordinaria stabilita dal Comune, ridotta al 75%; mentre l' aliquota è ridotta allo 0,2% per i fabbricati rurali a uso strumentale necessari allo svolgimento di una delle attività agricole di cui all'articolo 2135 del Codice civile e in particolare destinate a una delle attività indicate in tabella (i Comuni possono però ridurre l' aliquota fino allo 0,1 per cento).

 

In seguito all'introduzione dei nuovi contratti di prestazione occasionale (in sostituzione dei "vecchi" voucher), mi viene spesso richiesto se sia ancora possibile adottare la diversa tipologia precedentemente in essere, per le attività di lavoro autonomo occasionale, svolte in assenza di subordinazione.

Il prestatore di lavoro autonomo occasionale è il lavoratore che svolge a favore di un committente un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione e senza alcun coordinamento con la struttura organizzativa del committente stesso. Non esistono limiti reddituali o temporali (questi erano definiti all'art. 61 del Dlgs 276/2003, ormai abrogato). Esiste invece un tetto, sforato il quale sorge l'obbligo contributivo INPS (per la parte di reddito eccedente i 5mila euro devono esser versati i contributi alla gestione separata).

 

Di seguito alcuni esempi:

1) La creazione di un sito internet può configurare una prestazione di lavoro autonomo occasionale se realizzata da un lavoratore che non svolge per professione abituale tale attività e non legato al committente da un rapporto di carattere continuativo. Viceversa la manutenzione del medesimo sito può inquadrarsi in un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa per la ripetizione nel tempo delle prestazioni. In entrambi i casi, se le prestazioni descritte rientrano nell'attività svolta dal lavoratore per professione si realizza lavoro autonomo abituale.
2) Il medico ospedaliero chiamato ad intervenire ad un convegno può inquadrare la relazione come prestazione di lavoro occasionale; se invece concorda con una società di formazione la programmazione di una serie di interventi, questi possono essere ricondotti ad un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Se il medico svolge la libera professione, in nessun caso le relazioni tenute in occasione di convegni possono essere considerate lavoro autonomo occasionale poiché rientrano nella sua professione.

 

In breve, si sconsiglia l'utilizzo del lavoro autonomo occasionale: mancando di una precisa definizione di legge è preferibile optare per le nuove prestazioni occasionali accessorie o addirittura valutare l'instaurazione di un rapporto a tempo determinato, magari anche ad intermittenza.

 

 

 

Se il Senato approverà il disegno di legge, i dipendenti e co.co.co. non potranno più essere pagati in contanti, ma esclusivamente con bonifico, assegno o disposizioni di pagamento alle banche e poste. Obiettivo: contrastare la pratica di corrispondere, sotto il ricatto del licenziamento, retribuzioni inferiori ai minimi di legge, facendosi firmare il cedolino con l' importo pieno.

Le nuove norme rendono irrilevante la firma apposta sul cedolino quale prova di pagamento della retribuzione.

Non si applicheranno alle famiglie, per colf e badanti, e alle pubbliche amministrazioni.


La retribuzione e anticipi di essa andranno necessariamente corrisposti attraverso uffici di banche o poste con uno dei seguenti mezzi: a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore; b) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale indicato dal datore di lavoro; c) emissione di assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

In caso di violazioni dell' obbligo di tracciabilità, datori di lavoro e committenti incorrono nella sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 5 mila a 50 mila euro.