In seguito all'introduzione dei nuovi contratti di prestazione occasionale (in sostituzione dei "vecchi" voucher), mi viene spesso richiesto se sia ancora possibile adottare la diversa tipologia precedentemente in essere, per le attività di lavoro autonomo occasionale, svolte in assenza di subordinazione.

Il prestatore di lavoro autonomo occasionale è il lavoratore che svolge a favore di un committente un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione e senza alcun coordinamento con la struttura organizzativa del committente stesso. Non esistono limiti reddituali o temporali (questi erano definiti all'art. 61 del Dlgs 276/2003, ormai abrogato). Esiste invece un tetto, sforato il quale sorge l'obbligo contributivo INPS (per la parte di reddito eccedente i 5mila euro devono esser versati i contributi alla gestione separata).

 

Di seguito alcuni esempi:

1) La creazione di un sito internet può configurare una prestazione di lavoro autonomo occasionale se realizzata da un lavoratore che non svolge per professione abituale tale attività e non legato al committente da un rapporto di carattere continuativo. Viceversa la manutenzione del medesimo sito può inquadrarsi in un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa per la ripetizione nel tempo delle prestazioni. In entrambi i casi, se le prestazioni descritte rientrano nell'attività svolta dal lavoratore per professione si realizza lavoro autonomo abituale.
2) Il medico ospedaliero chiamato ad intervenire ad un convegno può inquadrare la relazione come prestazione di lavoro occasionale; se invece concorda con una società di formazione la programmazione di una serie di interventi, questi possono essere ricondotti ad un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Se il medico svolge la libera professione, in nessun caso le relazioni tenute in occasione di convegni possono essere considerate lavoro autonomo occasionale poiché rientrano nella sua professione.

 

In breve, si sconsiglia l'utilizzo del lavoro autonomo occasionale: mancando di una precisa definizione di legge è preferibile optare per le nuove prestazioni occasionali accessorie o addirittura valutare l'instaurazione di un rapporto a tempo determinato, magari anche ad intermittenza.

 

 

 

Se il Senato approverà il disegno di legge, i dipendenti e co.co.co. non potranno più essere pagati in contanti, ma esclusivamente con bonifico, assegno o disposizioni di pagamento alle banche e poste. Obiettivo: contrastare la pratica di corrispondere, sotto il ricatto del licenziamento, retribuzioni inferiori ai minimi di legge, facendosi firmare il cedolino con l' importo pieno.

Le nuove norme rendono irrilevante la firma apposta sul cedolino quale prova di pagamento della retribuzione.

Non si applicheranno alle famiglie, per colf e badanti, e alle pubbliche amministrazioni.


La retribuzione e anticipi di essa andranno necessariamente corrisposti attraverso uffici di banche o poste con uno dei seguenti mezzi: a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore; b) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale indicato dal datore di lavoro; c) emissione di assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

In caso di violazioni dell' obbligo di tracciabilità, datori di lavoro e committenti incorrono nella sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 5 mila a 50 mila euro.

 

Nella versione attuale la norma opera un distinguo legato al valore dell’omissione compiuta dal datore di lavoro: se l’importo omesso è inferiore a € 10.000,00, al datore di lavoro si applicherà una sanzione amministrativa pecuniaria da € 10.000,00 a € 50.000,00, mentre nel caso in cui sia superiore a € 10.000,00 annui, continuerà ad applicarsi la sanzione penale della reclusione fino a 3 anni congiunta alla multa fino a € 1.032,00. L’attuale disposizione continua ad operare anche per i datori di lavoro agricolo e per i committenti della Gestione separata.

Il datore di lavoro non è soggetto ad alcuna sanzione di natura penale o amministrativa se provvede al versamento delle ritenute entro 3 mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione. Nei confronti del datore di lavoro che abbia posto in essere la condotta precedentemente alla depenalizzazione sopra richiamata, opera il principio del favor rei, casistica non affrontata nel prosieguo, ma chiarita in dettaglio dall’Inps nella circolare n. 121/ 2016.

L’accertamento dell’illecito può avvenire sia in fase ispettiva che in fase amministrativa. In caso di accertamento nel corso di indagini ispettive della violazione in questione, la contestazione o la notificazione della violazione stessa può essere effettuata a mezzo verbale unico di accertamento, nel quale sarà compiutamente descritta la fattispecie, con la quantificazione esatta dell’importo delle ritenute omesse. Tale importo dovrà essere versato entro il termine perentorio di 3 mesi dalla data di contestazione o notificazione del verbale di accertamento al datore di lavoro.

Se l’importo omesso è superiore ad € 10.000,00 una copia del verbale di accertamento è notificato anche al datore di lavoro, nei casi in cui la persona fisica tenuta a rispondere dell’ipotesi di reato sia un soggetto diverso dal datore di lavoro (es.: presidente, amministratore delegato, socio accomandatario, ecc.).

Le violazioni accertate d’ufficio sono, invece, effettuate sulla scorta delle denunce Uniemens e DMAG presentate dai datori di lavoro.

Ai fini della determinazione dell’importo di € 10.000 annui individuati come discrimine per l’identificazione della fattispecie di illecito penale o amministrativo, l’arco temporale preso in considerazione da parte dell’Inps è quello dell’anno civile, ossia i versamenti da effettuare nel periodo che intercorre tra il 1° gennaio e il 31 dicembre di ciascun anno.

 

L'attivazione delle prestazioni di lavoro occasionale presso l'INPS (PrestO, ovvero i nuovi buoni lavoro) non è immediata. 

Il nuovo sistema dell'INPS prevede infatti che il committente versi preventivamente all'INPS le somme da utilizzare per l'attivazione delle prestazioni occasionali.

Se tale operazione era prima immediata (un semplice acquisto presso una tabaccheria convenzionata) ora richiede circa una settimana di tempo per esser completata. Occorre infatti predisporre un modello F24 Elide e pagarlo (tramite intermediario o sportelli bancari/postali). L'INPS riceverà le somme e provvederà a collegare l'importo al codice fiscale/p. iva del soggetto a cui è intestato il mod. F24 Elide. 

Le prestazioni di lavoro occasionale sono gestibili attraverso una piattaforma online. All'interno dell'applicativo è stata inserita una sezione che viene gestita come un classico conto corrente bancario. Il committente, versando le somme tramite mod. F24 Elide, non fa altro che accreditare somme sul proprio conto INPS. All'attivazione di ogni prestazione di lavoro occasionale, l'applicativo dell'INPS verificherà che vi sia la liquidità necessaria per coprire la spesa di acquisto dei buoni lavoro.

Si consiglia di caricare il proprio portafoglio INPS con largo anticipo, soprattutto se la vostra attività non è in grado di prevedere e programmare anticipatamente quando si verificherà la necessità di ricorrere alle prestazioni di lavoro occasionale.

La compilazione del mod. F24 Elide non è complessa (qui si può visionare un modello già compilato).