Il Ministero del Lavoro comunica le caselle di posta elettronica dedicate alla gestione dei Voucher,operative presso gli Ispettorati Territoriali del Lavoro (ITL).

I vecchi indirizzi resteranno validi, e compiranno in automatico il reindirizzamento ai nuovi, fino a domenica 30 aprile 2017. Dopo tale data, essi saranno definitivamente disattivati.

 

VECCHI INDIRIZZI NUOVI INDIRIZZI
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La rottamazione delle cartelle esattoriali intralcia il procedimento del DURC: le imprese che aderiscono alla definizione agevolata non riescono ad avere il documento di regolarità contributiva fino al pagamento della prima rata, quindi fino al prossimo mese di luglio. 

Il punto è il seguente: l’impresa che chiede l’accesso alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali relative a contributi previdenziali in base a quanto previsto dal Dl 193/2016, risulta con DURC irregolare fino a quando non paga la prima o unica rata prevista dal piano messo a punto con Equitalia in seguito alla richiesta. Con la conseguenza che risulta pregiudicata la partecipazione a gare e appalti e a tutti gli
adempimenti che richiedono un DURC in corso di validità.

La procedura per la rottamazione delle cartelle è la seguente: si presenta la domanda a Equitalia entro il 31 marzo 2017, l’agente della riscossione entro il successivo 31 maggio risponde al contribuente. Se la domanda viene accolta, la risposta contiene anche piano di rateazione e e bollettini per le rate. Il primo pagamento avviene nel luglio 2017.

Facciamo un esempio: la società Rossi srl ha in essere una dilazione di 12 rate con Equitalia, la interrompe a fine febbraio per aderire alla rottamazione del ruolo. Per i mesi di marzo, aprile e maggio non verserà più alcuna rata, in attesa di ottenere il nuovo piano di ammortamento successivo all'accoglimento della domanda di rottamazione presentata. In questi tre mesi il piano di ammortamento preesistente decadrà (non si sono versate le rate). Una eventuale richiesta di Durc comporterà un esito negativo, almeno fino all'accoglimento della domanda di rottamazione.

 

La situazione è dovuta a un disallineamento tra decreto fiscale (dl 193/2016) e normativa sul Durc (dlgs 46/99), e sta creando non pochi problemi operativi, tanto che il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, tramite il suo vicepresidente Vincenzo Silveri, ha scritto sia a Equitalia sia all’Inps (Istituto nazionale di previdenza sociale) evidenziando l'incongruenza.

La legge di stabilità per il 2017 ha introdotto diverse novità in tema di pensioni:

  • Anticipo pensionistico (APE) che consente di ritirarsi a 63 anni, a 3 anni e sette mesi dal raggiungimento della pensione, e almeno 20 anni di contributi, con un trattamento che viene poi restituito con rate ventennali nel momento in cui si matura l’assegno previdenziale vero e proprio. L’APE volontario viene erogato dall’INPS ma è finanziato dal sistema bancario, con un complesso meccanismo di assicurazione che copre il rischio di premorienza. Ci sono anche il cosiddetto APE sociale, che è a carico dello stato, e l’APE aziendale, che viene invece finanziato dall’impresa nel caso in cui la pensione anticipata sia determinata da un procedimento di ristrutturazione aziendale.
  • Ottava salvaguardia esodati: confermata una nuova salvaguardia per 30mila 700 lavoratori esodati.
  • Opzione Donna allargata alle lavoratrici nate nell’ultimo trimestre dell’anno: il termine per la maturazione del diritto (57 anni e sette mesi per le dipendenti, 58 anni e sette mesi per le autonome) è stato allungato al 31 luglio 2015.
  • Cumulo gratuito contributi: nuova possibilità di cumulo che consente di sommare contributi versati in diverse gestioni per raggiungere sia la pensione di vecchia sia la pensione anticipata. Nel passaggio alla Camera, l’opzione è stata estesa anche agli iscritti alle casse previdenziali dei professionisti.
  • Innalzamento no tax area per i pensionati: aumenta per i pensionati la no tax area, passando da 7.500 euro a 8.000 euro per coloro che hanno meno di 75 anni e da 7.750 euro a 8.000 euro per i pensionati over 75.
  • Estensione ed aumento della quattordicesima per i pensionati: viene esteso il numero di pensionati che potranno beneficiare della quattordicesima, si passerà infatti dall’importo massimo di 750 euro di pensione al mese a 1.000 euro per poter avere il diritto alla quattordicesima mensilità, aumenterà inoltre anche l’importo per coloro che già beneficiavano della quattordicesima per una cifra compresa tra i  tra i 336 e i 504 euro annui.

In linea generale tutti gli immobili situati nel territorio dello Stato producono base imponibile Irpef e devono essere dichiarati dal titolare, sempre se sono dotati di specifica rendita e sono, o devono essere iscritti, nel catasto edilizio urbano. 

Esistono tuttavia alcune particolari tipologie di fabbricati che non producono reddito imponibile e che non vanno pertanto dichiarati. Vediamo quali sono.

Nella definizione di “fabbricato” rientrano le costruzioni stabili o le loro porzioni suscettibili di reddito autonomo, mentre non vi rientrano le aree occupate dalle costruzioni e dalle relative pertinenze, in quanto si considerano parti integranti delle stesse unità immobiliari.

Il reddito dei fabbricati è generalmente dichiarato nel quadro B del modello 730 ovvero nel quadro RB del modello Unico dal proprietario, dal titolare del diritto reale di godimento, dal coniuge superstite con diritto di abitazione, dal socio di società semplice, dall’assegnatario di alloggio di edilizia residenziale pubblica.

Alcuni fabbricati, tuttavia, non producono reddito imponibile e non vanno pertanto dichiarati e sono:

  • i fabbricati per i quali il contribuente è nudo proprietario, in quanto dichiarati dal titolare del diritto reale di godimento, quale, ad esempio, l’usufruttuario;
  • i fabbricati per i quali il contribuente esercita diritto di abitazione, ad esclusione del coniuge superstite;
  • gli immobili adibiti al culto e sedi aperte al pubblico, cioè chiese, musei, biblioteche, ecc., se non locati;
  • le parti comuni di condomini, comprese quelle con rendita autonoma (es. alloggio del portiere) se la quota di reddito spettante a ciascun condómino non supera euro 25,82, esclusi quelli locati e i negozi;
  • gli immobili strumentali;
  • gli immobili oggetto di ristrutturazione, per i quali sono state rilasciate licenze, concessioni o autorizzazioni per restauro o risanamento conservativo, nel limite del periodo di validità del provvedimento e se l’unità immobiliare non è utilizzata;
  • le costruzioni rurali ad uso abitativo che appartengono al possessore o all’affittuario del terreno agricolo cui serve; il loro valore imponibile è ricompreso nel terreno agricolo;
  • le costruzioni rurali strumentali, necessarie allo svolgimento dell’attività agricola.