Con la circolare n. 1/2016 l’Ispettorato nazionale del lavoro fornisce le indicazioni operative per adempiere ai nuovi obblighi di legge, allegando una lista di indirizzi di posta elettronica dove far pervenire le comunicazioni cui sono tenuti i committenti prima di utilizzare i voucher.

Il personale ispettivo, precisa l'Ispettorato, terrà in debito conto, in relazione alla attività di vigilanza sul rispetto dei nuovi obblighi, l’assenza di indicazioni operative nel periodo intercorso tra l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 185/2016 e la specifica circolare.

Una maggiore semplificazione degli adempimenti sarà assicurata attraverso l’emanazione di un apposito decreto con il quale il Ministero del lavoro potrà, fra l’altro, definire l’utilizzo del sistema di comunicazione tramite Sms o introdurre ulteriori modalità applicative della disposizione.

Ricordiamo che l'obbligo di comunicazione preventiva, richiesto dalle nuove norme, dovrà essere rispettato da imprenditori non agricoli e professionisti almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione e dovrà riguardare ogni singolo lavoratore che sarà impegnato in prestazioni di lavoro accessorio. Sebbene per il committente resti invariata la dichiarazione di inizio attività già prevista nei confronti dell’INPS, egli dovrà, entro un'ora dall'inizio della prestazione, inviare una e-mail alla competente Direzione del lavoro - agli indirizzi di posta elettronica creati ed indicati in un documento allegato alla circolare - indicando il suo codice fiscale, la sua ragione sociale (da riportare anche nell'oggetto della e-mail) e i dati della prestazione con il voucher: dati anagrafici o codice fiscale del lavoratore; luogo della prestazione; giorno di inizio della prestazione ed ora di inizio e fine prestazione.

Per gli imprenditori agricoli varrà lo stesso termine di 60 minuti prima della prestazione, ma con contenuti parzialmente diversi. La comunicazione dovrà, infatti, contenere i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore; il luogo della prestazione e la durata con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni.

L'Ispettorato annuncia, inoltre, che le Dtl potranno organizzare appositi incontri divulgativi con associazioni datoriali e ordini professionali per informare i committenti sulle nuove modalità di adempimento agli obblighi, ed invita i committenti a conservare una copia dell'email trasmessa alla Dtl così da semplificare l'attività di verifica del personale ispettivo. È prevista, infatti, una sanzione da 400.00 euro a 2.400,00 euro per ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione, ma non si interverrà nel periodo intercorso tra l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 185/2016 e la pubblicazione della circolare dell'Ispettorato.

Si informa, inoltre, che al termine della creazione di un'infrastruttura tecnologica che semplifichi i nuovi obblighi di comunicazione, sarà possibile definire la comunicazione tramite SMS o introdurre ulteriori modalità applicative della disposizione.

Tracciabilità dei voucher lavoro accessorio e correttivi alla riforma degli ammortizzatori sociali: sono i punti chiave del decreto di modifiche al Jobs Act approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del 23 settembre. E’ quindi terminato l’iter legislativo del provvedimento presentato dal governo nel giugno scorso. Vediamo cosa prevede.

LAVORO ACCESSORIO

Confermati i limiti economici per la fruizione dei c.d. voucher (euro 2.000,00 netti annui per ogni committente con qualifica di impresa o professionista nel limite globale di euro 7.000,00 netti annui a favore del prestatore), viene introdotto l’obbligo per i committenti imprenditori non agricoli o professionisti di comunicare, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, alla sede competente dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (ex DTL), a mezzo SMS o e-mail, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione.

La sanzione amministrativa per la violazione di tale nuovo obbligo comunicativo viene prevista nella misura da euro 400 a euro 2.400 per ogni lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione, senza possibilità di accedere al pagamento della sanzione ridotta tramite l’istituto della diffida di cui all’articolo 13, D.Lgs. 124/2004.

STATO DI DISOCCUPAZIONE

Cambia la definizione di disoccupato: tale verrà considerato il soggetto privo di impiego che dichiara, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego»;

DIMISSIONI TELEMATICHE

Tra i soggetti ammessi a trasmettere per via telematica le dimissioni e risoluzioni consensuali dei lavoratori dipendenti vengono annoverati anche i Consulenti del Lavoro e le sedi dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (ex DTL).

Le novità sopra descritte entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione del Decreto Legislativo in Gazzetta Ufficiale.

L'emissione della fattura elettronica, già obbligatoria nei confronti della pubblica amministrazione, debutterà tra i privati a partire dal primo gennaio 2017. Infatti la generalità dei soggetti passivi IVA potrà decidere di emettere, trasmettere e conservare la fattura elettronica, abbandonando il formato cartaceo. Anche per soggetti che svolgono attività di commercio al dettaglio è prevista la possibilità, sempre a decorrere dal prossimo primo gennaio, di memorizzare elettronicamente i dati dei corrispettivi e di trasmetterli in via telematica all'Agenzia delle Entrate.

Secondo quanto previsto dal D.Lgs. 127/2015, i soggetti passivi IVA potranno optare per l’applicazione del nuovo regime, che avrà una durata di 5 anni a partire dall'inizio dell’anno solare in cui è esercitata e, salvo revoca, sarà rinnovata automaticamente di quinquennio in quinquennio.

Per i soggetti passivi IVA che adottano nelle loro operazioni la fatturazione elettronica, nonché per gli operatori economici che trasmettono telematicamente i dati dei corrispettivi, sono previste alcune agevolazioni in termini di riduzione degli adempimenti fiscali. Le agevolazioni riguardano l’esonero dalle seguenti comunicazioni relative alle:

  • operazioni rilevanti ai fini IVA (spesometro);
  • operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA domiciliati in Stati “black list”;
  • comunicazione dei dati dei contratti stipulati dalle società di leasing (ovvero dai soggetti che svolgono attività di locazione e noleggio);
  • comunicazione degli acquisti effettuati presso operatori economici di San Marino con l’assolvimento dell’IVA mediante autofattura;
  • comunicazioni dei modelli INTRASTAT riepilogativi degli acquisti intracomunitari di beni e dei servizi ricevuti.
  • Un’ulteriore agevolazione prevista dalla normativa in esame riguarda la possibilità di ottenere il rimborso IVA in via prioritaria, vale a dire entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale.

I soggetti passivi IVA che svolgono attività di commercio al minuto o assimilate potranno esercitare l’opzione entro il 31 dicembre dell’anno precedente l’adozione del nuovo regime. Questi soggetti dovranno dotarsi di appositi Registratori Telematici in grado di memorizzare i dati dei corrispettivi e trasmetterli al Sistema Agenzia delle Entrate (Sistema AE) garantendone l’autenticità e l’integrità.

Per i soggetti che esercitano l’opzione, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati di tutti i corrispettivi sostituiscono gli obblighi di:

  • certificazione dei corrispettivi mediante l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale (art. 12 comma 1 della L. 413/91 e DPR 696/96);
  • registrazione sull'apposito registro dell’ammontare complessivo dei corrispettivi e delle relative imposte (art. 24 comma 1 del DPR 633/72).
  • Non viene meno, invece, l’obbligo di emissione della fattura nel caso in cui questa sia richiesta dal cliente. Con un apposito decreto verranno definite le tipologie di documentazione alternative rispetto allo scontrino e alla ricevuta fiscale, atte a rappresentare le operazioni effettuate ai fini commerciali nonché ai fini delle imposte dirette.

In tema di assistenza fiscale, destano interesse le ulteriori agevolazioni in capo ai soggetti di piccole dimensioni consistenti:

  • nell'accesso telematico alle informazioni relative alle liquidazioni periodiche e alle dichiarazioni annuali IVA, nell'ambito di un programma di assistenza fornito su misura per ogni specifica categoria di soggetti;
  • nell'esonero dagli obblighi di registrazione delle fatture emesse e ricevute, di cui agli artt. 23 e 25 del DPR 633/72;
  • nell'esonero dall'obbligo di garanzia o da altri adempimenti certificativi (apposizione del visto di conformità o sottoscrizione alternativa) in caso di presentazione di istanze di rimborso del credito IVA per importi superiori a 15.000,00 euro.

Sul piano soggettivo, possono beneficiare delle suddette agevolazioni aggiuntive i soggetti passivi IVA:

  • esercenti arti o professioni;
  • imprese ammesse al regime di contabilità semplificata di cui all’art. 18 del DPR 600/73;
  • imprese che superano i limiti, in termini di ricavi, per accedere al regime di contabilità semplificata, limitatamente ai primi tre anni di attività (l’anno di inizio dell’attività e i due successivi).

La trasmissione telematica dei dati favorirà i controlli a distanza da parte del Fisco che li effettuerà incrociando i dati delle fatture emesse e ricevute con quelli contenuti in altre banche dati gestite dalla stessa Agenzia delle Entrate o da altre Pubbliche Amministrazioni. La stessa Agenzia provvederà a comunicare al contribuente gli esiti dei controlli, ove rilevanti nei suoi confronti nonché a innescare i controlli laddove risultassero delle anomalie.

Con la correzione del Decreto legislativo n. 81 del 2015 arriva la stretta già più volte annunciata dal governo sull'utilizzo dei buoni lavoro (cosiddetti voucher). Mutuando la procedura già utilizzata per tracciare il lavoro intermittente, si prevede che i committenti imprenditori non agricoli o professionisti, che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro accessorio, a comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione. I committenti imprenditori agricoli sono tenuti a comunicare, nello stesso termine e con le stesse modalità, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni. In caso di violazione degli obblighi di comunicazione si applica la medesima sanzione prevista per il lavoro intermittente ovvero la sanzione amministrativa da euro 400 a 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.

Una regolamentazione dei voucher lavoro era infatti d’obbligo, visto che i buoni lavoro dell’Inps costituiscono uno strumento con il quale si assicura la retribuzione, l’assicurazione, il pagamento dei contributi per le prestazioni svolte saltuariamente, dove non c’è necessità di assumere il lavoratore. Ricordiamo che ogni Voucher vale 10 euro e corrisponde a un’ora di lavoro anche se in realtà al lavoratore vanno solo 7,50 euro. Della parte rimanente: 1,30 euro sono riconosciuti come contributi previdenziali; 75 centesimi vanno all’Inail per l’assicurazione sugli infortuni; 50 centesimi spettano all’Inps per la gestione dei voucher.