Come ampiamente detto dai media nazionali la tanto attesa busta arancione, annunciata dal presidente dell’INPS Tito Boeri, è in arrivo in questi giorni nelle case di milioni di italiani. Secondo i calcoli dell’INPS saranno circa 7 milioni i lavoratori del settore privato interessati dalla busta arancione, vediamo cos’è e come funziona.

 
In sintesi la busta arancione è un prospetto che consente ai lavoratori di calcolare in anticipo quando andranno in pensione e quale sarà l’importo mensile che andranno a percepire.


La busta arancione recapitata al lavoratore conterrà sostanzialmente queste tre informazioni:

  1. L’estratto conto contributivo maturato fino a oggi dal lavoratore. Si tratta dell’elenco dei contributi settimanali accreditati presso l’INPS per il lavoratore. Il prospetto, che è già consultabile sul proprio cassetto previdenziale tramite codice PIN dell’INPS oppure può essere richiesto tramite patronato o direttamente allo sportello INPS, sarà molto utile in quanto permette ai lavoratori di controllare i contributi che sono stati loro versati e segnalare eventuali anomalie.
  2. La previsione della pensione, si tratta del calcolo della pensione effettuato dall’INPS che tiene conto della normativa in vigore e si basa su tre fondamentali elementi: l’età, la storia lavorativa e la retribuzione/reddito. In base a questa previsione l’INPS quindi calcola la data in cui si andrà in pensione, l’importo dell’assegno e il suo rapporto con l’ultima retribuzione stimata.
  3. I contributi futuri simulati, si tratta di una stima teorica effettuata dall’INPS dei contributi futuri calcolati in base all’attuale lavoro.
    L’INPS sottolinea che i calcoli sopra indicati possono variare in rapporto all’andamento della vita lavorativa. Ad esempio potrebbe esservi un interruzione del rapporto di lavoro oppure un avanzamento di carriera con aumento o diminuzione quindi dell’assegno.

Con il tempo inoltre potrebbero cambiare le regole di accesso al pensionamento o anche l’andamento dell’economia italiana, a cui è agganciata la rivalutazione dei montanti contributivi accantonati dai lavoratori.


Le buste arancioni sono destinate in primis ai cittadini che non hanno mai utilizzato il servizio “La mia pensione”, accessibile direttamente dal cittadino nella propria area riservata sul sito dell’INPS.

Ricordiamo che questo servizio è stato attivato lo scorso anno ed è molto più completo delle buste arancioni in quanto è anche possibile variare alcuni parametri rendendo di fatto il calcolo più vicino alla realtà.

L’Inps, con il messaggio n. 1763 del 20 aprile 2016, informa che per le pensioni liquidate nell’ambito delle gestioni pubbliche, a partire dalla mensilità di maggio 2016, il primo pagamento potrà essere effettuato, oltre che il giorno 1, anche il giorno 7 del mese, o il giorno bancabile immediatamente successivo, qualora l’1 o il 7 sia festivo o non bancabile.

Come previsto già per le pensioni della gestione privata, il pagamento del giorno 7 conterrà tutte le somme da corrispondere a titolo di arretrato dalla decorrenza giuridica fino al mese in corso. A titolo di esempio, con il pagamento di maggio relativo a una pensione con decorrenza marzo 2016, saranno pagate tutte le somme relative ai mesi di marzo, aprile e maggio 2016.

Le rate successive saranno corrisposte secondo le regole ordinarie: il primo giorno di ciascun mese o in quello successivo, se questo cade in giorno festivo o non bancabile.

Nell’applicativo SIN è stato pubblicato il calendario relativo al 2016, con l’indicazione anche delle date entro le quali è necessario effettuare le attività per consentire il pagamento il giorno 7.

Si precisa che per i pagamenti del giorno 7, gli interessati saranno informati con la seguente nota sul cedolino:

Il pagamento della prima rata di pensione sarà disponibile il giorno 7 o il giorno successivo se festivo o non bancabile.

L'Inps, con il messaggio n. 1668 del 15 aprile 2016, al fine di un più puntuale controllo dei limiti economici previsti dal Decreto Legislativo n. 81/2015 per le prestazioni rese nell'ambito del lavoro accessorio, informa che sono state introdotte nuove funzionalità che consentiranno di monitorare in maniera efficace l’effettivo rispetto del dettato legislativo contro ogni possibile elusione della norma finalizzata ad aggirare i limiti economici previsti dal legislatore per questa tipologia contrattuale.

Le novità riguardano:

  • accesso internet e da CC del Legale Rappresentante;
  • inserimento delega diretta legale rappresentante;
  • inserimento dell’autocertificazione per le persone giuridiche, attestanti lo svolgimento di attività imprenditoriale, di libero professionista, di attività non imprenditoriale;
  • controllo del superamento del limite economico di 2.020 euro netti (2.693,33 lordi) annui su quanto il prestatore ha riscosso da un committente imprenditore o libero professionista.

 

Accesso Legale Rappresentante

I committenti, Persone Giuridiche, potranno accedere direttamente alle funzionalità tramite il Legale Rappresentante. Quest’ultimo, dotato di PIN, entrerà come committente e dovrà indicare se vuole operare in qualità di cittadino o di azienda. In quest’ultimo caso deve obbligatoriamente inserire la partita iva dell’azienda per la quale vuole operare e facoltativamente la matricola azienda.

 

Inserimento delega diretta

Il legale rappresentante che accede a nome dell’azienda è l’unico soggetto che può inserire deleghe dirette senza necessità di compilare il modulo SC53 presso la sede.

 

Inserimento autocertificazione

Effettuato l’accesso, la Persona Giuridica si troverà davanti una schermata nella quale potrà autocertificare di essere:
1. Imprenditore
2. Libero Professionista
3. Non imprenditore o libero professionista, selezionando da apposita lista la tipologia specifica.


La distinzione tra imprenditore e professionista vale solamente ai fini statistici e le due categorie vengono trattate allo stesso modo ai fini del controllo dei 2.020 euro. Il fatto che un committente non compili l’autocertificazione non è “bloccante” ma lo sottopone, automaticamente, al controllo dei 2.020 euro.


In ogni caso, ad ogni successivo accesso, il committente potrà autocertificare il proprio status soggettivo.
Il Legale rappresentante che acceda con PIN potrà inserire ogni tipo di autocertificazione o rimandarla ad un momento successivo.


Nel caso di accesso senza PIN di una persona giuridica è consentito al committente di dichiarare di essere imprenditore o professionista.
Se il committente dichiara di non essere imprenditore o professionista viene avvisato di rivolgersi alla sede oppure di accedere con PIN.
Il personale della sede Inps potrà inserire ogni tipo di autocertificazione, una volta accertatosi che il cittadino che è allo sportello sia effettivamente il legale rappresentante.
Resta ferma la possibilità per il delegato, per il quale sia stata acquisita la delega con le consuete modalità, di operare in nome e per conto del committente.

Controllo limite economico

Quando il committente Persona Giuridica inserisce una dichiarazione (Dichiarazione Rapporti telematica, Prestazione PEA, Attivazione voucher INPS o Postali), l’applicazione controlla che l’importo corrisposto dal committente al prestatore nell'anno (i voucher riscossi dal prestatore acquistati dal committente per ogni canale d’acquisto e le consuntivazioni telematiche) sommato all’importo presunto non superi i 2.020 euro e in caso di superamento impedisce l’inserimento della dichiarazione di inizio attività. Analogamente se inserisce una consuntivazione (Consuntivazione Rapporti telematica), l’applicazione controlla che l’importo corrisposto dal committente al prestatore nell’anno sommato all’importo della consuntivazione non superi i 2.020 euro e in caso di superamento impedisce la consuntivazione.

Il giorno 16 giugno 2016 scade il termine per il versamento del'acconto IMU e TASI. Il pagamento potrà essere effettuato con bollettini postali o compilando il modello F24, ma se si superano i 1.000 € è obbligatorio procedere per via telematica. 

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto alcune importanti novità riguardanti i casi di esenzione e riduzione.

Vediamo le principali novità:

  1. Prima casa (residenza e domicilio): così come per l'IMU, da quest'anno è stata cancellata anche la Tasi sulle prime case e relative pertinenze (rimane invece in vigore la TASI per le abitazioni principali di lusso - Cat, A1, A8 e A9). La regola varrà anche per gli inquilini, i quali saranno esentati dal versamento della percentuale TASI di loro competenza mentre i proprietari saranno tenuti al versamento della rimanente quota (solitamente 80%). 
  2. IMU su immobili concessi in comodato gratuito: le impostazioni valide per gli anni precedenti sono completamente eliminate e viene introdotta una sola forma di comodato gratuito con riduzione del 50% della base imponibile. Si tratta di una impostazione molto restrittiva in quanto limita le possibilità del comodato gratuito a pochi casi: si deve essere proprietari di un solo immobile oppure di 2 immobili ma in tal caso uno dei due deve essere necessariamente abitazione principale del proprietario. In più c'è la condizione che l'immobile (o i due immobili) sia presente nello stesso comune dove si ha la residenza e la dimora abituale. Sono esclusi i comodati per le abitazioni di lusso (Cat, A1, A8 e A9) Per ulteriori dettagli consultare la sezione Comodato gratuito
  3. IMU Terreni agricoli: esenzione per i terreni nei comuni riportati nella circolare Giugno/1993 come montani o parzialmente montani (in caso di parziale delimitazione - PD - l'esenzione vale solo per i terreni nelle zone parzialmente delimitate). Sono inoltre completamente esentati i terreni di proprietà e condotti da CD e IAP con iscrizione previdenza agricola e i terreni agricoli nelle isole minori. La detrazione di Euro 200,00 introdotta per il 2015 viene eliminata e viene eliminata l'esenzione per i terreni agricoli concessi in fitto o comodato da CD o IAP ad altri CD o IAP.
  4. TASI Immobili Merce: viene definito un valore di riferimento per la TASI sugli immobili merce (purchè non venduti o locati) con aliquota all'1 permille con facoltà per il Comune di azzerarla o aumentarla fino al 2,5 permille.
  5. IMU e TASI Immobili locati a canone concordato: per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune, è ridotta al 75 per cento.
  6. Esclusione dei macchinari cosidetti "imbullonati" dalla determinazione diretta delle rendite catastali del Gruppo D ed E: sono esclusi dalla stima diretta delle rendite catastali i macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo.

Nessun aumento di tributi regionali e locali: per l'anno 2016 è sospesa l'efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali per quanto attiene alla possibilità di aumentare la misura di tributi e addizionali rispetto ai valori applicati nel 2015. La sospensione non si applica alla tassa sui rifiuti (TARI) e agli enti locali che deliberano il predissesto o il dissesto finanziario.