La legge di Stabilità per il 2015 ha introdotto un nuovo regime agevolato, rivolto alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arte o professioni, in forma individuale. In sintesi, il regime (naturale per chi possiede i requisiti di ingresso) si sostanzia nella determinazione forfetaria del reddito, che viene poi tassato con un’imposta sostitutiva all'Irpef (5% per i primi anni, per poi passare al 15%), delle addizionali regionali e comunali e dell'Irap.

Fino all'anno precedente il contribuente poteva scegliere di optare per il cd. regime dei minimi (DL. 98/2011) o per il nuovo cd. regime forfettario. A partire dal 1 gennaio 2016 (Legge di Stabilità 2016) viene eliminata questa possibilità, e quest'ultimo si configura come unico regime naturale agevolato.

Questa sostituzione è stata vissuta dai contribuenti con un po' di timore: il nuovo regime fiscale sarà effettivamente conveniente come il precedente? Oggi, viste le modifiche apportate con l'ultima legge di stabilità, possiamo affermarlo.

 Le condizioni di accesso e di mantenimento sono le seguenti:

  • non aver conseguito ricavi o compensi superiori ai limiti indicati nell'allegato della Legge di Stabilità 2016, diversi a seconda del codice Ateco di riferimento (dai 25.000 euro del settore immobiliare ai 50.000 euro del commercio);
  • non aver sostenuto spese per collaboratori superiori a 5.000 euro lordi;
  • non aver superato i 20.000 euro di costi lordi per ammortamento di beni strumentali.

Il regime forfettario prevede un regime di tassazione con imposta sostitutiva da applicare al prodotto tra il fatturato realizzato e il coefficiente di redditività (che varia in funzione del codice attività con cui la partita IVA è stata aperta).

Le novità più rilevanti riguardano però i limiti reddituali, rivisti al rialzo. Un esempio: i liberi professionisti potranno superare la precedente soglia dei 15.000 € annui. Il nuovo tetto è fissato a 30.000 €.

Non è tutto: la norma prevede un'agevolazione all'ingresso: aliquota dell’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni. Dal sesto anno l’aliquota dell’imposta sostitutiva sale al 15%.

Va inoltre precisato che con il nuovo regime forfettario vengono meno i vincoli temporali (nello specifico i 5 anni dalla data di avvio dell'attività autonoma o il raggiungimento dei 35 anni di età), in sostanza si potrà continuare a beneficiare del nuovo regime senza limiti di tempo (nel rispetto però delle condizioni di accesso).

Una delle ultime rivoluzioni fiscali degne di nota è sicuramente da individuare nel 730 precompilato.

Nonostante le innumerevoli problematiche tecniche il governo rimane intenzionato ad abbattere ogni ostacolo, inserendo di anno in anno sempre più informazioni all'interno del modello precompilato. Con molta probabilità, a partire dal 2017, il contribuente non dovrà più preoccuparsi di raccogliere e consegnare fatture e scontrini medici al CAF o al professionista incaricato.

Abbiamo invece dei dubbi riguardo all'anno 2016: il primo anno (dati relativi al 2015) rappresenta una sorta di test, ed è chiaro che sia così per due ragioni. La prima è la scelta del legislatore di voler procedere con l'iniziativa, nonostante le chiare difficoltà, non solo dovute alle strette tempistiche, ma soprattutto all'inadeguatezza dei sistemi informatici, non ancora ben strutturati (e per nulla intuitivi). La seconda ragione si individua nella scelta del legislatore di prorogare l'applicazione del regime sanzionatorio, che decorrerà quindi dal 2017 (dati relativi al 2016). 

Questa semplificazione si traduce, come già si è capito, in un nuovo adempimento (qui le scadenze) che sorge però in capo ai professionisti. Questa volta tocca ai Medici e agli Odontoiatri che nell'anno corrente hanno emesso fatture.

I professionisti interessati potranno scegliere di gestire da soli tale nuovo adempimento o potranno delegare un professionista (commercialista, consulente de lavoro). 

Oggetto della comunicazione saranno tutte le spese che transitano normalmente tramite il sistema Tessera Sanitaria (Scontrini farmaceutici, ticket ospedalieri ecc) a cui si aggiungono le fatture rilasciate dai professionisti per prestazioni specialistiche (medici e odontoiatri).

Per l'anno 2016 bisognerà prestare molta attenzione: se si intende utilizzare il 730 precompilato sarà opportuno verificare che il totale delle spese mediche indicate combacino effettivamente con la somma delle nostre fatture e scontrini. 

La maggior parte dei contribuenti si troverà, in ogni caso, ancora obbligata ad implementare i dati contenuti nel 730 precompilato o a presentare il classico 730 ordinario. In questo caso l'attenzione cade sui controlli e le verifiche dell'Agenzia delle Entrate, la quale avrà modo di confrontare i totali dichiarati (spese mediche sostenute) con i dati già presenti nel suo archivio: rilevanti differenze potrebbero comportare accertamenti fiscali sull'intera dichiarazione dei redditi.

Con l’approvazione definitiva della Legge di Stabilità per l’anno 2016 (prevista per la fine dell’anno) entreranno in vigore importanti novità per quanto riguarda la tassazione degli immobili.

La principale novità è sicuramente l’abolizione della Tasi sull'abitazione principale (cd. prima casa) e relative pertinenze, eccezion fatta per gli immobili di lusso (classificati nelle categorie catastali A/1, A/8, e A/9). Dal prossimo anno, quindi, i proprietari di sole abitazioni principali non saranno più chiamati ad effettuare alcun versamento.

I contribuenti possessori delle cd. seconde case saranno invece nuovamente chiamati al versamento di IMU e TASI alle consuete scadenze del 16 giugno e 16 dicembre.

Altra novità importante riguarda i possessori di abitazioni cedute in comodato d’uso gratuito ai figli, in questo caso infatti la legge di stabilità prevede uno sconto del 50% sull’Imu e sulla Tasi dovute dal proprietario. Questo trattamento di favore si applicherà non solo a coloro che possiedono esclusivamente l'immobile concesso in comodato ma anche a coloro che, oltre all'immobile concesso in comodato, possiedono nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale.

Con l’inizio del nuovo anno diventerà completamente operativo il D.Lgs. 81/2015, il quarto decreto attuativo del Jobs Act riguardante il riordino dei contratti di lavoro.

In particolare la suddetta normativa prevede l’abrogazione delle collaborazioni a progetto (co.co.pro) e delle collaborazioni occasionali (mini co.co.co), oltre a queste saranno inoltre abrogate anche le associazioni in partecipazione con apporto di lavoro.

Al fine di una migliore comprensione conviene ricapitolare brevemente quelle che sono le varie tipologie di lavoro occasionale previste dal nostro ordinamento:

  • lavoro autonomo occasionale: prestazioni di lavoro autonomo che trovano la loro fonte normativa nelle disposizioni dell'art. 2222 e seg. del Codice Civile, si caratterizzano per il carattere episodico  e sono completamente svincolate dalle esigenze di coordinamento con l'attività del committente, prevedono un tetto massimo di 5.000 € nell’arco dell’anno solare, sotto il quale non è necessaria l’apertura di una partita iva e non vi è obbligo di iscrizione e versamento alla gestione separata dell’Inps.
  • lavoro occasionale accessorio (voucher): prestazioni non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche di lavoro subordinato o autonomo e che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 € (9.333 € lordi) nel corso di un anno civile (dal 01 gennaio al 31 dicembre). Tali prestazioni sono retribuite con un sistema di voucher o buoni lavoro, che vengono erogati dall’Inps, per il tramite degli uffici postali, delle tabaccherie e delle banche convenzionate.
  • collaborazioni occasionali (mini co.co.co): prestazioni occasionali limitate nella durata (non superiore a 30 giorni) e nel compenso (non superiore a 5.000 € nell’anno solare) per le quali è comunque richiesta l’iscrizione alla gestione separata Inps e l’iscrizione ai fini Inail qualora esista un rischio.
  • collaborazioni occasionali a progetto (co.co.pro): prestazioni occasionali legate ad uno specifico progetto di lavoro determinato dal committente e gestito autonomamente dal collaboratore.

Dal 01/01/2016 potranno quindi essere instaurate solo le seguenti tipologie contrattuali:

  • lavoro autonomo occasionale.
  • lavoro occasionale accessorio (voucher).